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I MULINI
Una delle architetture fino a poco tempo fa presenti
nel territorio di Vestena è quella dei molini. Tipo di
costruzione e di attività connessa favoriti dalla configurazione
del territorio, attraversato da corsi d'acqua confluenti a valle,
con il torrente Alpone e il Cengia.
Nel territorio vestenese ha infatti origine la zona denominata
<Valle dei Molini>, proprio per la cospicua presenza di
questo tipo di costruzione. Gli abitanti di Castelvero ricordano
che lungo la valle lavoravano ben otto mulini, a Vestenavecchia
era operante solo un mulino mentre un'altra zona importante per
tali costruzioni era Vestenanova.
La loro presenza era strettamente legata alle esigenze di autosufficienza
della vallata a una produttività agricola sempre povera
e condotta tra stenti e tribolazioni come d'altra parte tutte
le attività agricole del luogo.
Non tutti i mulini erano operanti sui corsi d'acqua dei torrenti
e in grado pertanto, di macinare per tutto l'arco dell'anno; un
buon numero di essi operava su acque morte fatte convogliare a
tale scopo in bacini appositi, rendendo possibile il loro impiego
solo in alcuni mesi dell'anno e solo a seguito di abbondanti piogge.
Quello del mugnaio era un lavoro difficile e
duro, che non dava mai tregue come un vecchio proverbio ricorda
"Chi vol proàre le pene dell'inferno, fornaro d'istà
e munaro d'inverno...", quelle uscite notturne per spaccare
il ghiaccio formatosi sulle pale della ruota, che ne impediva
il movimento...
A Vestenanova è possibile visitare l'antico
mulino dei Gaji che si trovava lungo la valle dei Gaggi e che
risulta aver macinato fino al 1967, era l'ultimo esemplare rimasto
in piedi, negli anni ottanta, fra le decine che si potevano contare
lungo i corsi d'acqua nei territori di Vestenanova e San Giovanni
Ilarione.
La Pro Loco di Vestenanova ha voluto salvaguardare
questo frammento di storia ed economia locale e renderlo visibile
alle generazioni future, ricostruendolo in un ambiente simile
a quello in origine (XVIII secolo), su un terreno messo a disposizione
dell'Amministrazione Comunale in via Chiesa.
E' un'opera unica almeno in Val d'Apone che oggi
è possibile visitare: "affascina osservare come un
mulino d'acqua sia in grado di far girare una enorme e pesante
ruota che trasmette poi all'interno del mulino ruotare le mole,
blocchi di pietra rotondeggianti e appiattiti, pesanti fino a
dieci quintali l'una; per mezzo dello sfregamento dei due blocchi
sovrapposti, dei quali solo quello superiore è mobile,
i chicchi dei cereali vengono gradualmente frantumati e attraverso
rigature interne fatti uscire ai lati. Il prodotto attraverso
appositi condotti, passa attraverso il cilindro da cui finalmente
filtra la farina, la mezzanella e la crusca".