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Vicende Storiche del Comune
Se oggi il comune di Vestenanova e' costituito principalmente dalle localita' di
Castelvero, Vestenavecchia, Vestenanova e Bolca, anticamente queste "ville" erano autonome. Infatti
"Castrum Vetus" (dal latino castello antico) ci indica che nel luogo venne eretta, in epoca
lontana, una forificazione o castrum.
Nel 1145 questo toponimo risulta essere attestato a causa di una controversi tra il priore
del monastero di San Mauro di Saline e Canonici di Badia Calavena , per la giurisdizione sulla
chiesa dedicata a San Salvatore, di cui oggi non sono identificabili tracce. Durante il periodo
scaligero, i feudatari del luogo erano i Mezzagonnella che presso il monte Castellaro edificarono
il loro castello. Durante il periodo della Serenissima la "villa" passo' sotto la giurisdizione
della nobile famiglia veronese dei Da Campo che gia' nel 1478 risulta possedere una abitazione e
una cappella alla quale, per il mantenimento del cappellano le fu assegnato da Francesco
q.Cristofaro Da Campo la quarta parte della decima.
Vestenavecchia di cui si attesta l'esistenza gia' nel 1145 tra la sua origine etimologica,
secondo l'Olivieri, dal nome proprio di persona Vestinus, successivamente "volgarizzato" in
Vestena. Durante il periodo scaligero fu ceduta in feudo ai nobili veronesi Mezzagonnella, si
sviluppo' nella vicinanze della chiesa del XII secolo dedicata a Sant'Antonio, rimasto il centro
religioso piu' importante della comunita'. Da documenti risulta che dal 9 luglio 1414, sia
Vestenavacchia che Vestenanova passarono sotto la giurisdizione della nobile famiglia veneziana
degli Emo che lungo la strada per Bolca edifico' la "Corte": edifici rustici dove talvolta si
recava il signore ed erano abitualmente abitati dal castaldo e dal massaro. Questo fu uno dei
motivi che favori' lo sviluppo di Vestenanova e la sua progressiva autonomia dall'originario nucleo
di Vestenavecchia, avvenuta non senza contrasti, soprattutto per problemi di riscossione delle
decime. Queste due localita' facevano parte del Vicariato della Montagna, sotto la giurisdizione
della citta' di Verona. A Vestenanova vennero edificate alcune case denominate "ville", dove sorge
l'attuale centro della localita', ma il comune era costituite anche da molte piccole contrade
sparpagliate su un ampio territorio montano. Alcuni documenti attestano che gli abitanti di
Vestenanova, gravati da pesanti imposte si rivolsero al Consiglio dei Savi e al doge Marino Grimani
i quali disposero con decreto del 24 gennaio 1604 la riduzione del loro carico fiscale. In tempi
successivi gli Emo cedettero le loro proprieta' ai Benzoni e questi ai Pieropan.
La popolazione che abitava in misere case con i tetti di paglia (casoni) viveva in
condizioni economiche molto precarie, potendo contare per il proprio sostestamento solo sulla
povera agricoltura montana, sulla pastorizia e su alcune attivita' artigianali come la
fabbricazione della carbonella e la lavorazione del legno. Come in tutta la provincia, subi' una
forte riduzione di abitanti a causa della pestilenza del 1630.
"Bubulka cum Vulpiana" era una "villa" appartenuta gia' dal X secolo ad un convento di padri
eremitani agostiniani dipendenti da Badia Calavena, anche se sulla sommita' del monte Purga, per
motivi difensivi, era stato eretto un castello, anch'esso appartenuto alla nobile famiglia dei
Mezzagonnella. Nel 1410 passo' sotto il dominio di Venezia come comune indipendente e faceva parte
del vicariato di Tregnago.
Nei primi anni del 1500, a causa dei continui scontri tra imperiali e Veneziani, questi
luoghi vennero popolati da persone in cerca di rifugio, tanto che Bolca arrivo' a contare fino a
450 abitanti. E' del 1555 la prima notizia sui fossili di Bolca. Da allora incomincio' l'interesse
di vari studiosi, anche stranieri, per questo particolare fenomeno e ne venne effettuata la ricerca
sistematica. Buona parte dei terreni coltivabili del comune passarono successivamente in proprieta'
delle Reverende Suore di Sant'Antonio del Convento di Verona e della nobile famiglia Verita' a cui
bisognava pagare il livello.
Alla fine del 1700, la contrada dei Cracchi assunse una particolare importanza in quanto si
trasferi' la sede notarile, retta da Antonio Cracco e successivamente dal figlio Pietro.
Nel 1785 il comune di Bolca ottenne il riconoscimento di vicariato e divenne autonomo da
Tregnago, fu soggetto giuridicamente in prima istanza civile dalla famiglia dei nobili conti
Mattarelli di Vicenza, che possedevano interessi in loco, in seconda istanza era competente il
giudice fiscale di Verona. L'economia locale, scarsamente remunerativa, era incentrata
prevalentemente sulla povera agricoltura montana, sull'allevamento bovino e la lavorazione del
legno.
Pietro Piazzola, Vestenanova (Edizioni Scaligere, Vago di Lavagno , 1988)
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